giovedì 9 giugno 2011

Speciale Referendum 3 - Legittimo impedimento

4° Referendum: la legge è uguale per tutti  

“Volete voi che siano  abrogati l’articolo 1, commi 1,2,3,5,6 nonché l’articolo 2 della legge 7 aprile 2010 numero 51 recante “disposizioni in maniera di impedimento a comparire in udienza?”.  

Questo è quello che troverete scritto sulla scheda di colore verde, il quarto referendum, quello sul “legittimo impedimento”.          
La legge, già parzialmente modificata dalla Corte Costituzionale il 13 gennaio 2011 (violava il principio di eguaglianza dei cittadini di fronte alla legge), consente al Presidente del Consiglio dei ministri (art.1 comma 1) e ai ministri stessi (art.1 comma 2) di non presentarsi ai procedimenti in cui sono imputati adducendo come legittimo impedimento qualsiasi attività essenziale per le funzioni di governo (art.1 comma 1).
Il giudice deve  rinviare  il processo ad altra udienza (art.1 comma 3) e  le disposizioni della legge si applicheranno anche alle procedure penali in corso “in ogni fase, stato o grado” (art.1comma 6).      

Se si raggiungerà il quorum e vincerà il SI, tutto questo verrà cancellato e non esisterà più.   
Le malelingue dicono che la norma è da annoverarsi tra le cosiddette “ leggi ad personam” (ad oggi sono 37) e favorirebbe di fatto la posizione processuale di Berlusconi.
Infatti, accostata a quella sul processo breve, consentirebbe al Premier di mandare in prescrizione alcuni suoi procedimenti penali, fra i quali il processo Mills, Mediatrade, Mediaset e Rubi, violando di conseguenza il principio per cui ogni cittadino è uguale di fronte alla legge.   
Ma sono solo malelingue, ovviamente.  

 [Q]

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