sabato 14 maggio 2011

La faccia del vicino è sempre più verde…

L’ultimo lupo delle montagne comasche è stato ucciso il 3 febbraio 1879, presso Trevano. L’estromissione della natura era solo all’inizio.
L’opposizione che vuole il progresso in costante conflitto con l’ambiente nella lotta per lo spazio e per la sopravvivenza fa parte di una mentalità ormai superata. Il progresso, se vuole davvero essere tale, deve andare di pari passo con una valorizzazione estetica dell’ambiente in cui la comunità si trova a vivere.
La bellezza di una città non è solo un motivo di vanto o una “merce” per turisti. È un fattore fondamentale per il benessere psico-fisico dei suoi abitanti. Il grado di civiltà di una popolazione si misura dall’estetica e dalla vivibilità del comune d’appartenenza.  Come diceva il poeta greco Simonide: “La città è la maestra dell’uomo”. Uomo e ambiente si influenzano reciprocamente.
Vediamo in dettaglio alcuni particolari su Como:
Il “marrone” pubblico 
Como, nel tempo, s’è imbruttita come una donna invecchiata presto e male. Il verde, essenziale per mantenere spazi di vivibilità, è ridotto al minimo. Secondo i dati occupa il 2,2% della superficie (meno di 10 m² ad abitante), ed è in tali condizioni, senza varianti, da prima del 2000.  
Autosilo, auto, code e parcheggi
Qualcosa di malsano, a parer mio, spinge una città ad erigere un autosilo in centro, e per di più su un sito archeologico. Nonostante il progetto abbia ottenuto i permessi necessari, è la logica a stupire. Invece di decentrare il traffico privato , incentivando quello pubblico, a Como si fa l’inverso.
Le linee degli autobus hanno subito notevoli tagli: 77 corse urbane e 93 extraurbane (le linee 9, 10 e parzialmente la 8) sono sparite, a fronte di aumento del 10% del tariffario. Anche Ferrovie Nord, famosa per le continue lamentele dei pendolari, ha deciso di alzare i prezzi del biglietto del 15,2%, e dell’abbonamento del 12,3%.
Un tempo c’erano i tram… qualche mente illuminata li ha dichiarati obsoleti e li ha smantellati.
La auto, poi, fanno comodo a molti comuni: sono fonte di multe e pedaggi che ingrassano i bilanci. Così Como si trasforma pian piano in un vasto parcheggio a pagamento da cui attingere denaro (da qui gli aumenti sulle tariffe delle soste che, a seconda delle zone, vanno dal 10 al 25%).
E pensare che per andare da una parte all’altra di Como si impiegano dai 30 ai 40 minuti a piedi!
Cemento e case
La cementificazione non si arresta. Ci piace proprio! Nella città di Como si arriva al 54,6% di copertura della superficie (il record è di Campione d’Italia con l’83,4%; al terzo posto Grandate con il 75%). In questi giorni sulla collina di Garzola si notano un susseguirsi di gru e di cantieri.
Le case, poi, si costruiscono con criteri antiquati. La maggior parte sono più simili a cubi di cemento che ad abitazioni.
Caliamo un velo pietoso sulla vicenda del povero Cedro che campeggiava davanti al teatro Sociale... "ucciso" a oltre 60 anni di età per lasciare spazio ad una piazza in "stile unione sovietica", nonostante i numerosi appelli dei cittadini (ignorati, come spesso accade).
Lago
Il povero lago è davvero messo male. Dopo il muro, geniale sotto tutti i punti di vista (economico e ambientale), ecco una bella notizia da Legambiente: è il più inquinato d’Italia, con 65% dei campioni fuori dai limiti, di cui il 35% in modo grave. Questo è causato da una non completa depurazione.
In sintesi…
Como precipita al 78esimo posto delle città italiane per l’attenzione all’eco-compatibilità (Milano si trova al 13esimo).
Per fortuna voci come "cultura, culinaria, tempo libero" e molte altre forme di vita (vera) di una città non sono calcolate...

Alessandro Bardin

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