giovedì 5 maggio 2011

Storia di un agnello

Escalaplano è un paese di 2600 anime situato nell'entroterra sardo, tra le province di Cagliari e dell'Ogliastra. Nel 2003, in un ovile come tanti, viene alla luce un agnello che si vuole distinguere. Perché essere una pecora normale in mezzo ad altre pecore normali? No, non fa per lui. Si spinge oltre. Non gli basta un nome di battesimo o un simpatico nastro colorato al collo con un campanellino. Non vuole suscitare tenerezza. Vuole attirare l'attenzione. Vuole che la sua vita abbia un significato. Come fare? Semplice, deve essere unico, inconfondibile: decide così di nascere con due teste.

Quello che l'agnello non sapeva è che si trovava in un'area speciale. Alla fine degli anni ottanta, ad Escalaplano, nascono 14 bambini con gravi malformazioni fisiche. Si parla di casi di ermafroditismo, di bimbi senza apparato digerente, privi di cervello, senza dita agli arti, di neonati con la bocca attaccata all'orecchio. Nella frazione di Quirra, 150 abitanti, 11 morti e 20 casi di tumore. Nella zona di Villaputzu, su una popolazione di 3000 abitanti, sono 16 i casi di leucemia fulminante. Questi sono solo una parte dei numerosi casi di morti sospette nella zona. Secondo Antonio Pili, medico pneumologo ed ex sindaco di Villaputzu, il tasso di tumori e linfomi nella zona è cresciuto del 28% tra gli uomini e del 12% tra le donne.

Ciò che accomuna questi paesi è il trovarsi ai confini del Poligono Sperimentale e di Addestramento Interforze, base italiana nata nel 1956. Essa è utilizzata per la sperimentazione e messa a punto di velivoli, missili, razzi e radiobersagli.
La domanda degli abitanti del luogo, colpiti da lutti e tragedie, è sempre stata questa: è possibile che all'interno dell'area militare vengano utilizzate sostanze nocive alla salute umana e animale? Le esplosioni sono numerose, le nuvole di fumo sono dense, sospette, maleodoranti.

E' in questo frangente che l'agnello, che aveva voluto essere diverso, mette a segno il suo colpo. Non si rassegnava ancora ad essere uno tra i tanti. Il giovane corpo, alla sua morte, viene analizzato da numerosi centri di ricerca. Il Professor Zucchetti, a fine anni 2000, viene a sapere che l'esito degli esami effettuati in un centro specializzato di Bologna non era stato ritirato da privati per l'elevato costo: 2800 euro. Questo centro era l'unico, fra gli altri, che aveva la possibilità di rilevare la presenza di alcune componenti dannose alla salute. La Procura di Lanusei decide di ritirare il referto e di inserirlo in uno dei numerosi fascicoli di indagine. Da esso la svolta: l'agnello era davvero speciale. Le sue ossa presentavano tracce di uranio impoverito, sostanza non presente in natura, scarto della lavorazione dell'uranio naturale. Sostanza in grado di modificare “la struttura elicoidale del dna animale e di provocare alterazioni cellulari e tumori”.

E' la prova che mancava. E' la dimostrazione che in quella zona qualcuno ha utilizzato sostanze altamente nocive per la salute umana. Grazie a ciò il Pm Fiordalisi è riuscito ad ottenere dai familiari il permesso di riesumare 19 corpi, deceduti per malattie similari nell'area confinante con la base militare. Le salme verranno analizzati in cerca di risposte.

Seguirò la vicenda e vi terrò aggiornati.

Marco Barbato

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