I fuori sede iscritti negli atenei italiani sono oltre 700 mila, su un totale di 1 milione e 800 mila universitari. I più numerosi sono a Roma, 100 mila, e Milano, circa 80 mila (nella sola “Statale” il 55 % degli studenti, circa 30 mila, non risiede né in Lombardia né nella provincia ).
Per contenere il problema il ministero dell’istruzione mette a disposizione circa 46 mila alloggi in strutture convenzionate ( residenze, collegi e studentati) : il rapporto è di 1 a 15, per ogni studente che trova posto ne corrispondono altri 14 che devono cercare ospitalità altrove.
A Milano, fra residenze CIDIS e studentati delle università private (come ad esempio la Bocconi) si hanno a disposizione all’incirca 2000 posti letto, (poco più del 2 % delle richieste) quindi gran parte dei “fuorisede” deve arrangiarsi e cercare casa in maniera autonoma.
Mentre il mercato mobiliare a Milano ristagna, i prezzi delle case per gli studenti non diminuiscono, anzi secondo i dati del SUNIA (sindacato unitario nazionale inquilini ed assegnatari) sono aumentate del 10 %: si va a “sborsare” dai 400 ai 600 euro per una stanza singola e dai 250 ai 400 euro per una stanza doppia.
Laura Mariani, del centro studi SUNIA, spiega che non è facile stimare il giro d’affari : nel capoluogo lombardo il 50 % dei proprietari affitta in nero e un altro 25 % fa un contratto regolare e registrato, ma dichiara una cifra inferiore a quella che effettivamente percepisce. I dati del sindacato inquilini parlano di un monte affitti in nero di 1,5 miliardi di euro annui.
La legge 296 del 27 dicembre 2006 stabilisce condizioni d’affitto per studenti fuori sede e prevede un contratto della durata di 6-36 mesi, con agevolazioni fiscali per la famiglia dell’universitario o per lo studente lavoratore, ma soprattutto per il proprietario. Anche il canone è fissato in un massimo che varia a seconda della città, della metratura,e della zona. Sono i comuni poi a decidere le fasce di prezzo sulla base di accordi specifici. I “paletti legislativi” possono però essere aggirati con gli affitti pagati in nero, e a questo proposito si registra un aumento dei prezzi, nonostante la qualità delle abitazioni sia peggiorata. Le sistemazioni un po’ arrangiate, un tempo a buon mercato, ora costano come le altre, e aumenta il numero di ragazzi che coabitano in spazi stretti, facendo aumentare i guadagni per i proprietari
La situazione è destinata a peggiorare visto che ai numeri citati in precedenza va aggiunta anche la nuova categoria sociale emergente degli stagisti non retribuiti, giovani ragazzi neo laureati senza stipendio alla ricerca di affitti a poco prezzo.
L’amministrazione di Milano ha previsto entro il 2014 circa mille e ottocento posti in più nelle residenze apposite, ma considerata l’attesa “invasione barbarica”, gli sforzi non sono sufficienti. E’ necessario un impegno maggiore che vada anche a difendere la dignità dei giovani e degli studenti, ormai diventati maestri nell’arte dell’adattarsi a condizioni abitative sotto la media.
[Q]
Fonti: SUNIA (tutti i dati sugli studenti fuori sede e sui prezzi medi degli appartamenti); COMUNE DI MILANO (residenze in funzione e quelle previste.), CIDIS (numero posti letto residenze)e la legge 296 (regolamentazione affitti).
Per contenere il problema il ministero dell’istruzione mette a disposizione circa 46 mila alloggi in strutture convenzionate ( residenze, collegi e studentati) : il rapporto è di 1 a 15, per ogni studente che trova posto ne corrispondono altri 14 che devono cercare ospitalità altrove.
A Milano, fra residenze CIDIS e studentati delle università private (come ad esempio la Bocconi) si hanno a disposizione all’incirca 2000 posti letto, (poco più del 2 % delle richieste) quindi gran parte dei “fuorisede” deve arrangiarsi e cercare casa in maniera autonoma.
Mentre il mercato mobiliare a Milano ristagna, i prezzi delle case per gli studenti non diminuiscono, anzi secondo i dati del SUNIA (sindacato unitario nazionale inquilini ed assegnatari) sono aumentate del 10 %: si va a “sborsare” dai 400 ai 600 euro per una stanza singola e dai 250 ai 400 euro per una stanza doppia.
Laura Mariani, del centro studi SUNIA, spiega che non è facile stimare il giro d’affari : nel capoluogo lombardo il 50 % dei proprietari affitta in nero e un altro 25 % fa un contratto regolare e registrato, ma dichiara una cifra inferiore a quella che effettivamente percepisce. I dati del sindacato inquilini parlano di un monte affitti in nero di 1,5 miliardi di euro annui.
La legge 296 del 27 dicembre 2006 stabilisce condizioni d’affitto per studenti fuori sede e prevede un contratto della durata di 6-36 mesi, con agevolazioni fiscali per la famiglia dell’universitario o per lo studente lavoratore, ma soprattutto per il proprietario. Anche il canone è fissato in un massimo che varia a seconda della città, della metratura,e della zona. Sono i comuni poi a decidere le fasce di prezzo sulla base di accordi specifici. I “paletti legislativi” possono però essere aggirati con gli affitti pagati in nero, e a questo proposito si registra un aumento dei prezzi, nonostante la qualità delle abitazioni sia peggiorata. Le sistemazioni un po’ arrangiate, un tempo a buon mercato, ora costano come le altre, e aumenta il numero di ragazzi che coabitano in spazi stretti, facendo aumentare i guadagni per i proprietari
La situazione è destinata a peggiorare visto che ai numeri citati in precedenza va aggiunta anche la nuova categoria sociale emergente degli stagisti non retribuiti, giovani ragazzi neo laureati senza stipendio alla ricerca di affitti a poco prezzo.
L’amministrazione di Milano ha previsto entro il 2014 circa mille e ottocento posti in più nelle residenze apposite, ma considerata l’attesa “invasione barbarica”, gli sforzi non sono sufficienti. E’ necessario un impegno maggiore che vada anche a difendere la dignità dei giovani e degli studenti, ormai diventati maestri nell’arte dell’adattarsi a condizioni abitative sotto la media.
[Q]
Fonti: SUNIA (tutti i dati sugli studenti fuori sede e sui prezzi medi degli appartamenti); COMUNE DI MILANO (residenze in funzione e quelle previste.), CIDIS (numero posti letto residenze)e la legge 296 (regolamentazione affitti).

io sono un ragazzo Iraniano di Tehran, e vorrei studiare nel politecnico di milano...
RispondiEliminail tuo Articolo è molto utile per me.
grazie